Lotta della musica contro la pirateria

pirateriaNei forum e in diversi blog si continua a parlarne, perché si sa che nonostante tutti fingano di non saperne niente, la pirateria è fin troppo diffusa. L’uso del copyright ormai è diventato anche improprio. Oggi vengono scambiate illegalmente ben il 95% delle canzoni. Come reagire?

[ad]

Le aziende discografiche stanno cercando di trovare dei modelli di business remunerativi per la musica sul web. Al momento l’unico vero negozio virtuale per file audio ed mp3 è iTunes Store della Apple, considerato anche il più grande visto che nel 2003 furono vendute oltre 8miliardi e mezzo di canzoni! Poi non possiamo non citare Amazon e la pubblicizzatissima Dada.
Hanno provato a sfruttare questa condizione anche i cellulari, ricordate la Nokia? Cercò di vendere un telefonino (con Comes With Music) con la possibilità di scaricare tutta la musica dallo store Ovi, che attraverso la connessione internet permetteva di accedere liberamente a 5milioni di brani.

Ma sappiamo bene che grazie a siti come YouTube, Google Music Search non serve più comprare canzoni, perché si possono tranquillamente ascoltare, ecco quindi nascere il fenomeno dello streaming, secondo il quale diventa inutile riempire il pc con file audio.
Attraverso tali siti la pirateria diminuisce, paradossalmente strano ma vero!
In Germani si conta il 6%, mentre nel Regno Unito si passa dal 22% al 17% della pirateria.
Chi va incontro a tali “gesti” illegali, non corre più il rischio di incappare in multe da milioni di dollari, ma è recente la notizia che riporta migliaia di utenti in tribunale, querelati dalle major per aver violato il copyright.
Il tramonto dei cd è un danno per il mercato discografico, ma è davvero un problema per gli appassionati? Internet consente di avere più musica a prezzi più bassi o senza costi, ma permette anche a chi la produce di decidere mezzi e strategie per arrivare al grande pubblico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.