Tony Maiello: “Il linguaggio della resa vuole rappresentare il silenzio”

Mancano pochi giorni alla gara canora della kermesse sanremese e noi di classifichemusica.com abbiamo intervistato alcuni artisti di Sanremo Nuova Generazione per sapere come stanno vivendo questi ultimi giorni di attesa e di preparazione alla gara; tra questi non poteva mancare Tony Maiello, giovane artista emergente, ma che ha già conquistato un vasto pubblico. Concorrente del talent show di Rai Due, X Factor, nel 2008 arriva quarto conquistandosi la fiducia e la simpatia del pubblico, che ha imparato ad amarlo per la sua bravura, spontaneità e determinazione.

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Dopo due anni di intenso lavoro, di canzoni scritte e lasciate in disparte, Tony ha raggiunto la maturità, per partecipare ad una importante manifestazione come quella del festival della canzone italiana. Mara Maionchi e Alberto Salerno decidono, così, di presentare Tony a Sanremo nella Categoria “Nuova Generazione” con “Il linguaggio della resa”, brano scritto dall’artista insieme a Roberto Cardelli, Fabrizio Ferraguzzo e Fio Zanotti, il quale ne ha curato l’arrangiamento. Si tratta di una dolce ballata nostalgica che posa la sguardo su una storia d’amore finita.

Tony è un ragazzo semplice, ambizioso che, con determinazione, cerca di affermare sempre di più la sua marcata bravura. Ed è per questo che il pubblico l’ha amato da subito, già due anni fa, quando Tony ha portato nelle case degli italiani la sua professionalità. L’esperienza a Sanremo gli servirà davvero tanto, lo fortificherà rendendolo ancor più affermato in campo musicale.  Ecco cosa ci racconta Tony a proposito della sua partecipazione a Sanremo, della sua canzone in gara, della sua musica.

1) Tony Maiello va a Roma e si ritrova a X Factor. Ci racconti un pò la tua esperienza?

Eh già! Da buon napoletano non mi faccio i fatti miei. Ero curioso e alla fine mi ritrovai tra i cinque under 25 di Mara. E’ stata un’esperienza formativa sia professionale sia di vita, ho imparato tanto e se potessi tornare indietro rifarei tutto… anche gli errori.

2) Gli esordi della tua passione per la musica. Come e quando è nata?

La mia passione è nata per caso. Recitavo a scuola e seguivo lezioni nella mia città. Un giorno mi consigliarono di cantare, forse il teatro non era fatto per me! Così, all’età di 9 anni, mi sono appassionato sempre di più al mondo della musica… e non ho più smesso.

3) Definisci in poche parole Tony Maiello. Che persona sei?

Tony Maiello è un ragazzo semplicissimo con i suoi sogni da realizzare. Sono molto sincero, preferisco dire una dura verità e non una dolce bugia. A volte è un difetto, ma non importa, odio la falsità. Sono testardo, rompiscatole e ambizioso!

4) Cos’è che ti spinge a fare sempre meglio e a non mollare nei momenti più difficili della carriera artistica?

La passione. Per me la musica è sfogo, rifugio, forza… tutto. Come potrei mollare? Sto facendo tanti sacrifici, non voglio buttarli via! Ci metto amore in quello che faccio, le delusioni mi aiutano a migliorare.

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5) Esiste per te un artista da prendere come modello da seguire? Se sì, a quale grande artista cerchi di rifarti?

Esistono tantissimi artisti da cui prendere esempio, anche da quelli meno famosi, c’è sempre da imparare. Ho seguito tanti modelli, e li seguo tuttora, primi fra tutti Alex Baroni e Brian McKnight.

6) Quali sono per te, artisticamente parlando, i nomi che possiamo definire le icone del panorama musicale?

Beh ti parlo dell’Italia: amo i cantautori, quali Tenco, Rino Gaetano, De Gregori, Vasco, Battiato.

7) Tony Maiello: da X Factor a Sanremo. Come vivi questa opportunità?

Sono passati due anni da X Factor, c’è stato tanto lavoro, tante cose buttate, altre conservate. La vivo con determinazione e coraggio, cercherò di dare tutto me stesso perché voglio far capire finalmente che “il bello” di X Factor è un cantautore ed ha qualcosa da dire.

8) Come stai vivendo l’attesa al grande giorno della gara? Come ti stai preparando all’evento Festival?

In questi giorni ripeto la mia canzone, ma non troppo; voglio desiderarla per poi godermela su quel palco. Ovviamente cerco di non prendere freddo, è l’unica precauzione che ho, poi cerco di distrarmi e non pensarci.

9) “Il linguaggio della resa” è il titolo della canzone che porterai a Sanremo. Di cosa parla e su quali temi si focalizza? A cosa o a chi ti sei ispirato?

Il linguaggio della resa vuole rappresentare il silenzio. E’ il linguaggio del silenzio, quel silenzio che segue una delusione, una riflessione, la fine di una storia. Nel silenzio troviamo la forza di andare avanti e di buttare tutte le cose negative: “La vita continua anche senza di lei…”.

10) Credi che qualcuno, tra concorrenti e pubblico, ti considera avvantaggiato per aver partecipato al reality X Factor?

Non penso che io sia più avvantaggiato perché credo che a Sanremo conti molto di più la performance. E’ il bello della diretta, vincerà chi convincerà di più il pubblico.

11) Tra le canzoni dei concorrenti di Sanremo Nuova Generazione c’è ne qualcuna che ti piace in particolare? Se sì, quale?

C’è una canzone che mi piace un pò di più, quella di Jacopo Ratini. Cantautoriale, nuova…un pò moralista. Poi mi piacciono tutte, sarà una bella gara.

12) Quali sono i tuoi programmi al termine della kermesse sanremese?

Uscirà un disco con dieci brani scritti da me, tra cui uno in inglese in coppia con Brooke Borg, una ragazza maltese molto brava, ci siamo conosciuti su Facebook. Poi ci sarà un tour di promozione: dai incrociamo le dita.

13) “Il linguaggio della resa” anticipa il tuo album. Ce ne vuoi parlare?

Sì, nel mio prossimo album ci saranno cinque canzoni estrapolate dal mio primo EP “Ama Calma” e cinque brani nuovi. Dall’R’nB sfumerò in un pop moderno, internazionale. Canzoni che raccontano di me, di persone, di tutto ciò che mi circonda. Un album emozionale e diretto. Testi diversi, altro modo di raccontare…il resto scopritelo dai.

14) Quale consiglio senti di dare ai giovani che, come te, amano il mondo della musica e che, con determinazione e dedizione, si accingono a far diventare realtà il loro sogno più grande?

Ai miei coetanei posso dire, umilmente parlando, che non bisogna arrendersi mai e pensare alla propria passione come ad un lavoro. Consiglio di scrivere tanto ed ascoltare coloro che criticano il proprio operato, farsi scivolare addosso le cose negative. E’ un mondo dove è facile puntare il fucile, bisogna essere sempre pronti a difendersi e a difendere il proprio sogno. E poi auguro a tutti coloro che vogliono realizzare questo sogno un pò di fortuna che non guasta mai!

Intervista a cura di Francesca Brigida


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