La Droga e la Musica – Parte Prima

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Negli anni 70 si diceva: Sesso, Droga e Rock’n’roll. Tralasciando il sesso, notiamo che il connubio Musica-Droghe esiste da decenni. La rivoluzione portata avanti dagli hippie che inizio nel 68′ è diciamo il punto di partenza di questa nostro viaggio.

In questi anni una nuova droga fece la sua entrata, si tratta dell’acido lisergico, più comunemente noto come LSD, una potentissima droga allucinogena. La nascita di nuovi generi musicali, di nuove sperimentazioni, si deve proprio a questa droga. Famosi utilizzatori di questa sostanza furono, per citare qualche nome: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Syd Barrett ecc.

Negli anni 80′ chi suona musica rock/metal rimane fedele agli allucinogeni come LSD e Mescalina. C’è anche chi si butta sugli oppiacei, Eroina in primis.

Parallelamente, nuove sonorità elettroniche cominciano a prendere piede. Si tratta della musica House, un tipo di musica elettronica che nasce a New York e Chicaco. Presenta un bpm molto veloce per l’epoca, intorno ai 125. La musica piace molto, nascono i primi party house.

E’ proprio in questi party che compare per la prima volta l’Ecstasy, ovvero MDMA. Ecstasy che comunque non è proprio una “nuova” droga. Fu sintetizzata per la prima volta nel 1912 nei laboratori Merck in Germania. Essa fa parte della famiglia delle metanfetamine e si sa per certo che veniva data ai soldati nella seconda guerra mondiale per far passare fame, paura ecc.

Negli anni 90 cala l’uso di allucinogeni e oppiacei ma aumenta in maniera esponenziale l’uso di Ecstasy e Cocaina. Questo crescente consumo di MDMA da parte dei giovani è a “causa” della musica. Lo sviluppo di nuove sonorità e l’aumento dei rave party non ha fatto altro che espandere questa droga a macchia d’olio.

Esiste poi, un’ altra connotazione tra droga e musica, ovvero la sua presenza nei testi delle canzoni. Fenomeno che iniziò già dagli anni 70 e che esiste tutt’oggi.

Uno studio americano analizzò nel 2005 ben 279 canzoni che ebbero successo tra i giovani in quel periodo. Nel 33% dei casi il testo conteneva riferimenti più o meno espliciti all’uso di droga.
Questa percentuale comunque variava di molto in base al genere musicale. Il pop era al 9%, il 14% la rock, il 20% il R&B e l’hip-hop, il 36% la country e il 77% il rap.

Riguardo alla sostanza specificata il 24% riguardava l’alcool, il 14% la marijuana e il restante non specificato.
Sono dati che fanno riflettere, ma non devono trarre in inganno. Un ragazzo maturo non inizierà di certo a fumare uno spinello perchè glielo dice il rapper di turno.

La musica comunque ha una parte integrante nella vita di tutti i giorni. Ci rilassa, Ci carica, Ci Emoziona. Certe droghe potenziano la nostra percezione e di conseguenza la musica risulta ancora più emozionante. Nel prossimo articolo analizzeremo la correlazione tra musica da discoteca/rave e Ecstasy.

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